LA NASCITA DEL COLOSSO BAYER-MONSANTO NON FERMERA' LA CRESCITA DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA



Una sola automobile, un solo tipo di scarpe, una sola squadra di calcio (e contro chi mai giocherà?), una sola rete informatica e una sola agricoltura e così via. Il gigantismo ipertrofico di banche e finanza e multinazionali ci ha condotti alla crisi mondiale che tutti conosciamo e ora vuole appropriarsi della fonte stessa della vita: la terra e chi vi abita e se ne nutre.

Mercoledì 14 settembre il gruppo Bayer, gigante della chimica e della farmaceutica, ha annunciato di aver comprato i semi Ogm e i pesticidi (glifosato) della Monsanto investendo 59 miliardi di euro!

Bayer è così diventata il gruppo numero 1 al mondo per produzione di semi (29%) e di pesticidi (24%), vero colosso industriale che gravita sul pianeta agricolo.

Il glifosato è il prodotto di punta della Monsanto; questo erbicida è il più venduto del pianeta con il marchio Roundup. A causa del suo probabile effetto cancerogeno sugli esseri umani e della sua tossicità per l'ambiente, lo scorso 27 luglio dopo numerosi rinvii il Comitato per la salute delle piante dell’Unione Europea ha approvato una proroga alla licenza d’uso per soli 18 mesi in attesa che l’Agenzia europea per la chimica (Echa) determini i reali effetti dannosi sull’uomo. Ma se la tossicità per l’uomo può fare scalpore, molto meno ne fa il suo effetto sulla terra, sul suolo. Un pesticida “non selettivo” nel terreno ha lo stesso effetto di una bomba su di una città: uccide tutto ciò che trova e, forse, anche qualche malvivente. E la soluzione Ogm per ora vegetale e presto umana viene presentata come fantastica soluzione ai problemi della terra e dei suoi abitanti.

La stessa Dott.ssa Patrizia Gentilini, medico ricercatrice e oncologa, afferma che “in realtà le promesse degli Ogm faticano sempre di più a essere mantenute, sia perché le spese a carico degli agricoltori sono quadruplicate e i guadagni non sono quelli sperati, sia perché stanno aumentando le piante che presentano resistenza al glifosato e molecole sempre più potenti e pericolose per la salute vengono messe in commercio con tutto ciò che ne consegue. Già nel 2015 un articolo sul “New England Journal of Medicine” segnalava l’utilizzo di un nuovo composto ottenuto dall’aggiunta al glifosato del 2-4D, un componente del famigerato “agente arancio” usato come defoliante in Vietnam”.

Sicuramente hanno inciso sulla decisione della Commissione la mobilitazione in Europa di migliaia di persone e centinaia di Associazioni non governative che hanno manifestato in segno di protesta contro la Monsanto e i suoi prodotti tossici "per le violazioni dei diritti umani, crimini contro l'umanità ed ecocidio".

Questi fatti probabilmente sono stati decisivi per indurre Monsanto a vendere il pacchetto di azioni Monsanto Company a un forte partner della chimica come Bayer.

Recentemente Monsanto ha annunciato i risultati in calo del 15% nel 2015 e l'eliminazione di 3.600 posti di lavoro entro il 2018, il 16% della sua forza lavoro.

L'anno scorso, per la prima volta in vent'anni, la superficie coltivata nel mondo con gli Ogm è diminuita.Con questa fusione i due giganti dell'agrobusiness si propongono di cambiare e migliorare l'immagine del gruppo più odiato in tutto il mondo.

Sicuramente la fusione aumenta la capacità di fare pressione sull'Europa per frenare lo sviluppo dell'agricoltura biologica, in forte espansione da diversi anni, che non ammette né Ogm né pesticidi.

Il presidente di Anabio, Federico Marchini, ribadisce che l’Associazione seguiterà con rinnovato impegno a sostenere la Campagna #StopGlifosato, peraltro condivisa dal Ministro delle Politiche Agricole Martina e dal Ministero della Salute, che il 9 agosto con due decreti dirigenziali ha modificato in senso restrittivo le condizioni d’impiego del glifosato vietandolo in aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, come parchi giochi e strutture sanitarie, o come la revoca di uso dei pesticidi nella fase di pre-raccolta dei prodotti agricoli al solo scopo di ottimizzare la raccolta o la trebbiatura.

“Oggi più che mai -afferma Marchini- chiediamo ai cittadini di orientarsi sempre di più al consumo di prodotti agricoli di chiara provenienza e salubrità e di alimenti biologici certificati. Proteggere l’ambiente e la salute delle persone sono i valori fondanti dell’agricoltura biologica; un processo che rappresenta sicuramente il “modello produttivo del futuro” in grado di nutrire il Pianeta e di consentire ai produttori di avere un ‘giusto reddito’”.

Il giorno dell’acquisizione il presidente della Cia, Dino Scanavino, annunciava la massima attenzione, da parte della Confederazione, sull’impatto dell’operazione per l’agricoltura italiana e comunitaria (clicca qui).

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